












|
 |


| PAPA' MI DAI CENTOMILA...? |
 |
 |
Altro che cento lire! Un titolo di studio in una prestigiosa università americana tra una cosa e l’altra richiede centomila euro. Gianvittorio i conti li ha fatti più volte anche se suo figlio Filippo per ora ha solo quattro anni. Come psicologo, Gianvittorio ha un buon reddito e riesce a mettere via 10 mila euro all’anno. Versandoli al Fondo pensione aperto Arti & Mestieri ha trovato un sistema intelligente per ridurre il carico fiscale e dedurre, così, il massimo importo deducibile previsto: 5.164 euro annui.
Per i prossimi 18 anni, Gianvittorio auspica una rivalutazione media annua del 5% per arrivare a un capitale di quasi 300 mila euro. Di questa somma, il figlio avrà diritto per legge a riscattarne un terzo e usarli per motivi di studio. A quel punto i 100 mila euro per gli States sarebbero un problema in meno. Il capitale restante servirà a Filippo più tardi, per comprare una casa e molto più tardi, per quando andrà in pensione.
| PAOLA PENSA ALLA CASA |
 |
 |
Da grande Giovanna farà quel che vorrà. A 12 anni ha già il suo carattere indipendente. Ma Paola, sua mamma insegnante di una scuola media ha un desiderio. Deve essere indipendente e avere una casa sua. «Se vuoi essere libera già a 25-30 anni devi avere una casa tua. L’affitto ti strozza economicamente oppure devi dividere la casa con qualcuno», spiega con calma e decisione. Soprattutto per garantire a Giovanna la sua indipendenza Paola ha iniziato già due anni fa a contribuire a un Fondo Pensione Aperto: Arti & Mestieri Crescita 25+ versando circa 4 mila euro ogni anno. Il suo obiettivo è fare sì che tra i 25 e i 30 anni Paola abbia a disposizione circa 100 mila euro. Il 75% di questa somma può essere utilizzato per l’acquisto di una prima casa. Non basteranno forse ma sono un buon inizio.
Paola ha aderito al fondo di categoria degli insegnanti, ma versa solo il 2% del suo stipendio lordo, sommato al contributo dell'1% del datore di lavoro, fanno 1.350 euro. Gli altri 3 mila che versa al fondo pensione Arti & Mestieri sono quindi deducibili dal reddito Irpef. Paola risparmia sulle tasse oggi, ma provvede giù al futuro della figlia.
| UGO TEME IL PRECARIATO |
 |
 |
Tutti i genitori si preoccupano del futuro dei figli, ma il loro orizzonte è concentrato sullo studio e sui primi posti di lavoro. Per Ugo è diverso. Ugo è stato sindacalista e oggi lavora all’ufficio personale di una grande azienda in part-time come consulente e il resto del tempo si occupa di una Onlus impegnata in progetti per il mondo giovanile.
Insomma Ugo sa bene di cosa parla quando avverte «Datemi retta: il futuro pensionistico dei nostri ragazzi sarà molto, molto difficile. Il precariato diventerà la forma di lavoro prevalente. I lavoratori di domani passeranno da un contratto a termine all’altro con frequenti periodi di intervallo e solo una minoranza di giovani riuscirà ad accumulare un numero sufficiente di contributi». E quindi? «I genitori devono preoccuparsi della ‘vecchiaia dei figli’. È paradossale ma è così». Alla sua vecchiaia Ugo ci pensa ma è tranquillo. In pensione lo aspetta una casetta nel ‘suo’ Appennino in un paese dove si vive con poco. «Posso quindi destinare quello che guadagno al di fuori dell’azienda ad aiutare mio figlio». A nome di Ivo (in famiglia ‘vanno’ i nomi corti) che ora ha 15 anni, il padre ha scelto Arti & Mestieri Crescita 25+. «Trecento euro al mese, non di più, ma prioettiamolo sul lungo termine. Tenendo presente che un terzo di questa somma se non la mettevo via l’avrei data al Fisco. Mettiamo che fra 15 anni Ivo continui lui il piano previdenziale integrativo e che possa mettere via anche solo 200 euro al mese. Sa quanto avrà a disposizione a 60 anni immaginando anche solo un 4% di rendimento?»
| ROBERTO E SILVANA NON AMANO L’AFFITTO |
 |
 |
I loro lavori non potrebbero essere più diversi. Roberto è un militare di carriera, un pilota aeronautico. Silvana invece illustra libri per bambini. Ma curiosamente vedono le cose allo stesso modo: «Martina e Alice le nostre figlie dovranno avere una casa loro», affermano concordi.
Roberto e Silvana infatti hanno un unico cruccio. Non hanno una ‘casa loro’. Una ragione c’è: hanno cambiato molte città nella loro vita, abitando spesso in case fornite dal Ministero. Non c’era la motivazione a comprare. E poi cambiare spesso casa era anche divertente in fondo. Ora hanno scelto Roma, vogliono abitare in centro dove i prezzi al metro quadro sono fuori dalla loro portata e quindi vivono in affitto.
Per Martina e Alice sarà diverso. Roberto, che presto diventerà generale, avrà un'ottima pensione. «Il nostro risparmio può essere quindi tranquillamente dedicato a questo obiettivo». Silvana sottoscrive ormai da un paio d’anni un fondo pensione aperto a favore di Martina (Arti & Mestieri Rivalutazione 10+) versandoci mille euro al mese, Roberto ne ha aperto un altro da 5 mila euro l’anno per Alice (Arti & Mestieri Crescita 25+) ma ha iniziato alla sua nascita. In ogni momento a partire dal 18° anno di età Martina e Alice potranno ‘liberare’ il 75% del valore del ‘loro’ fondo pensione, «mentre ogni anno noi risparmiamo sulle tasse e abbiamo la piacevole sensazione di fare qualcosa di concreto per le nostre figlie», commenta Silvana.
|